
La prima volta ci eravamo dette giugno 2020. Poi settembre. Poi "appena si può, promesso." Ho tenuto la loro cartella aperta sul computer per tre anni, guardandoli crescere via chat: la nascita di Sofia, poi di Emma, la casa nuova sui colli.
Quando finalmente il sindaco ha detto la frase, in comune ad Asolo, Cinzia teneva Emma in braccio e Marco stringeva Sofia per la spalla. Non c'era retorica, non c'era il senso di aver rimandato. C'era solo l'aria di chi ha aspettato e sa perché.
La cerimonia religiosa nel pomeriggio, alla piccola pieve di S. Pietro. Il riso è stato lanciato da tutti — anche dai loro genitori, che di solito si tengono composti. Il ricevimento sotto il pergolato di casa, cento persone, un unico tavolo lunghissimo. Un tramonto lento, di quelli che si vedono da lì.
Non ho quasi mai chiesto niente, quel giorno. Bastava stare vicino.











