Fotografo la verità
del vostro giorno.

Sono nata a Bassano del Grappa e non me ne sono mai andata davvero. Ho iniziato con la stampa: anni passati a guardare le immagini uscire dalla carta, a capire la differenza tra una foto che regge e una che no.
Poi lo studio Franco Manfrotto. Lì ho imparato tutto quello che oggi so sulla luce, sul mestiere, sulla pazienza. Ci sono rimasta a lungo, e me ne sono andata solo quando ho capito che volevo raccontare persone, non oggetti.
Il matrimonio, per me, è il racconto più difficile e più bello che esista. Non si può rifare, non si può prevedere del tutto. Serve esserci con umiltà, sapere quando alzare la macchina e quando abbassarla.
Prometto una cosa sola: che alla fine, guardando le foto, vi riconoscerete.
La regola è
non avere regole.
Reportage non vuol dire foto sfuocate o sporche. Vuol dire che il vostro giorno non lo dirigo io: lo dirigete voi, e io lo raccolgo. Le pose forzate mi mettono a disagio quanto mettono a disagio voi.
Ci sono i ritratti di coppia, certo: pochi, veri, dieci minuti al tramonto se il sole ci aiuta. Il resto è vita — la vostra.







